Micropali: realizzazione e dimensionamento (parte 1)

Il termine micropali indica una categoria di pali di piccolo diametro, impiegati solitamente per realizzare sottofondazioni di strutture esistenti o per realizzare strutture di presidio o di rinforzo che richiedono attrezzatura di ingombro ridotto e capaci di operare con qualsiasi inclinazione rispetto alla verticale.

Micropali

Il micropalo noto come “palo radice” (Lizzi, 1985) viene realizzato eseguendo la perforazione con una batteria di aste munite all’estremità di una corona tagliente adeguata alla natura del terreno. I detriti di perforazione sono eliminati dal fluido di perforazione (aria, acqua o fango bentonitico, a seconda della natura del terreno) tramite circolazione diretta, ossia con immissione dall’interno della batteria di aste e risalita attraverso l’intercapedine tra le stesse e il terreno.

L’armatura può essere costituita da un’unica barra o da una piccola gabbia e il getto di microcalcestruzzo (gli inerti sono costituiti da sabbia e il dosaggio in cemento è molto elevato, dell’ordine di 600 kg/mc) viene realizzato dal basso, con un tubo convogliatore. Al termine del getto si immette, tramite una testa a tenuta, aria in pressione, in modo da sfilare la batteria di aste e, contemporaneamente, da forzare il calcestruzzo contro il terreno, in modo da occupare il volume lasciato libero dalla tubazione.

I diametri usualmente impiegati sono compresi tra 80 e 250 mm, ai quali corrispondono carichi ammissibili compresi tra 60 e 80 kN, per i carichi minori, e tra 500 e 700 kN per quelli maggiori.

Per i Tubifix la miscela adoperata ha solitamente la seguente composizione: 100 kg di cemento, 50 litri di acqua, 2.5 kg di bentonite ed eventualmente da 2 a 3 kg di fluidificante.

Per quanto concerne i criteri di dimensionamento geotecnico va osservato che il carico limite dei micropali dipende dalle tecnologie esecutive in modo molto più marcato di quanto avvenga per i pali di medio e grande diametro, per cui diventa inevitabile ricorrere a criteri di tipo empirico.

Le raccomandazioni pubblicate da Bustamante e Doix (1985), alle quali si fa riferimento in tale relazione, sono alla base delle norme vigenti in Francia (sia per il calcolo dei micropali che dei tiranti) e richiedono come parametri caratterizzanti del terreno la pressione limite P lim determinata con il pressiometro Ménard o i risultati di prove SPT.

2 Responses to “Micropali: realizzazione e dimensionamento (parte 1)”

  1. st.ingegneria@yahoo.it  on dicembre 20th, 2009

    esempio di calcolo da rapportare ad un dimensionamento, secondo il decreto 2008

  2. st.ingegneria@yahoo.it  on dicembre 20th, 2009

    devp eseguire un dimensionmento secondo io nuovo metodo agli stati limite


Lascia un commento